KILL SAPO!! volume 3 - oltre Tarantino

Archivio di April, 2007

26 Apr 2007

Vaffunculo. (LittleBitterTown remix)

(SAPO!! cammina nella stanza da bagno. Osserva nello specchio. Nel angolo inferiore, qualcuno vaffunculo scritto!)

Scoparlo? Vaffunculo! Vaffunculo e questa città intera e tutta in esso.

In culo ai nordafricani che si muovono sempre a gruppi di tre o quattro, gli sguardi sempre troppo spavaldi o diffidenti. Non vi ho invitato io in questa città di merda, evitate di guardare proprio me.
In culo alle badanti dell’est, le vedi su tutte le panchine alle tre di pomeriggio. Alle tre di pomeriggio io esco solo per farmi prescrivere gli antidepressivi: alzatevi e andate a curare i nostri vecchi.
In culo alle donne col velo. Fate orrore. E non riesco a immaginare nemmeno che mostri siate senza.
In culo ai cinesi dei ristoranti. Ci fanno mangiare i nostri gatti e ci riempiono di giocattolini inutili, l’accendino, il pupazzino, le palline. Miliardi di cinesi e miliardi di miliardi di cazzate.
In culo ai peruviani che trovi in Corso dopo le sette di sera. Vi compatisco perché le vostre donne sono le più rumorose del pianeta, cosa cazzo avranno da urlarsi sempre.

In culo ai negozi del centro, che scimmiottano le vetrine della Milano-bene, in culo ai salumieri con prezzi da orefici e facce da maiale.
In culo ai bar che ti propongono l’aperitivo a fianco de “La casa del formaggio”, odore di taleggio e cameriere, un negroni!
In culo alle ferrovie nord, i treni sempre in ritardo, le carrozze sempre troppo fredde o troppo calde, il biglietto comunque troppo caro.

In culo alle centomila banche dal centro alla periferia, e ai loro impiegati annoiati. In culo ai loro tassi variabili, in culo al bancomat con digei angelo in coda dietro di me.
In culo alle agenzie immobiliari, e a quei pupazzi che ci lavorano dentro, look da postalmarket e prezzi al mq che neanche a Dubai.
In culo alle architetture in stile Las Vegas, in culo all’urbanistica dimenticata, in culo al perenne PROGETTISTA: Geom. Minchiafritta: il geometra è qua, ha invaso la città.

In culo alle iniziative della domenica pomeriggio, riempiono la città di un carnevalediRio della peggior feccia dei comuni limitrofi, per non parlare degli immancabili coglioni che mi parcheggiano davanti al cancello.
In culo ai saronnesi. Della serie ci hanno rubato la città, quando in realtà la città non l’avete mai avuta, dopo le sei e mezza di sera tutti chiusi in casa davanti al telequiz con Gerri Scotti.

No. No, vaffunculo, Andrea Sapaioli. Lo avete avuto tutto ed allora lo avete gettato via, voi Vaffanculo dumb!

(Prende un alito e prova a lucidare via le parole.)

Scritto il 26 April 2007 alle 15:37 | 6 commenti | Categoria: BlogJob, Vaffunculo
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10 Apr 2007

Tour de Trance

L’altro giorno pensavo che dovrei comprarmi una bicicletta.
Ero lì, seduto sulla sedia, quindi tautologicamente corretto. E pensavo proprio che dovrei comprarmela, sì; magari una muntan baic, coi ruotoni, certo non una bici da corsa, al limite una Graziella (trattala bene la mia grassiella… altrimenti… ti sego una gamba!), così potrei portarci qualcuno in piedi sul portapacchi, come facevo trent’anni fa: l’ultima volta che sono andato in bicicletta, probabilmente.

Spesso me ne sto lì, seduto, sulla sedia, ed è lì che succede la magia: da un dettaglio apparentemente insignificante mi parte via un flusso di coscienza i cui effetti sono riconducibili solo a quelli dell’ossicodone (sai a cosa mi riferisco). Ad esempio, l’altro giorno mi balena in testa questa cosa della bicicletta, così, all’improvviso, ed altrettanto all’improvviso mi immagino a sceglierne il colore (ho optato per un flamed metal burgundi), e immediatamente dopo la mente è ai grandi magazzini AL BOSSI, dove decido di acquistare quei panta-ciclista attillati, forse sono fatti di lycra, estremamente gay con quel pacco imbottito (a questo punto ti interesserà sapere che li ho scelti blu notte con una stilosissima texture damascata); inutile dire che mi soffermo anche su quelle magliettine aderenti e colorate che usano i ciclisti (indugio esitante tra una della Fondriest, giallina a pois, e una della Scavolini, con un motivo a rigone bianche e rosse). Neanche il tempo di sentire il trillo di un sms, e il trip prosegue: sono in ballerina con gli amici del Pedale Saronnese, nel rituale pellegrinaggio augurale sotto la casa della madre di Chiappucci a Uboldo.

Devo decisamente trovarmi qualcosa da fare, prima che il mio cervello mi fotta del tutto.
Magari potrei fare un giro in bici.

Scritto il 10 April 2007 alle 09:44 | 17 commenti | Categoria: BlogJob
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