L’altro giorno pensavo che dovrei comprarmi una bicicletta.
Ero lì, seduto sulla sedia, quindi tautologicamente corretto. E pensavo proprio che dovrei comprarmela, sì; magari una muntan baic, coi ruotoni, certo non una bici da corsa, al limite una Graziella (trattala bene la mia grassiella… altrimenti… ti sego una gamba!), così potrei portarci qualcuno in piedi sul portapacchi, come facevo trent’anni fa: l’ultima volta che sono andato in bicicletta, probabilmente.
Spesso me ne sto lì, seduto, sulla sedia, ed è lì che succede la magia: da un dettaglio apparentemente insignificante mi parte via un flusso di coscienza i cui effetti sono riconducibili solo a quelli dell’ossicodone (sai a cosa mi riferisco). Ad esempio, l’altro giorno mi balena in testa questa cosa della bicicletta, così, all’improvviso, ed altrettanto all’improvviso mi immagino a sceglierne il colore (ho optato per un flamed metal burgundi), e immediatamente dopo la mente è ai grandi magazzini AL BOSSI, dove decido di acquistare quei panta-ciclista attillati, forse sono fatti di lycra, estremamente gay con quel pacco imbottito (a questo punto ti interesserà sapere che li ho scelti blu notte con una stilosissima texture damascata); inutile dire che mi soffermo anche su quelle magliettine aderenti e colorate che usano i ciclisti (indugio esitante tra una della Fondriest, giallina a pois, e una della Scavolini, con un motivo a rigone bianche e rosse). Neanche il tempo di sentire il trillo di un sms, e il trip prosegue: sono in ballerina con gli amici del Pedale Saronnese, nel rituale pellegrinaggio augurale sotto la casa della madre di Chiappucci a Uboldo.
Devo decisamente trovarmi qualcosa da fare, prima che il mio cervello mi fotta del tutto.
Magari potrei fare un giro in bici.
10 April 2007 @ 09:44 | 17 commenti | Categoria: BlogJob
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KILL SAPO!! volume 3 - soviet metrosexual edition,
creato da S!!
eh la bicicletta è l’unica cosa che mi manca di casa mia. ma poi quando ci vado non la uso, perché se non sei abituato il giorno dopo ti fa male il sedere. se vuoi te la presto.
non so. ho già abbastanza male al culo. non vorrei che poi mi facessero male anche le palle.
noi ciclisti siamo un po’ volgari, siamo uomini duri.
.. è che alla fine sbiciclettando a lungo ci si ritrova a pensare alle sedie vitman poi si transita alla sedia elettrica per arrivare infine alla detta “comoda” . All’abbigliamento ci sto ancora pensato :-”
In curva si può usare la Thonet 14.
i commenti del mio sito stanno rappresentando per me quello che l’enciclopedia i Quindici ha rappresentato per la mia infanzia.
li farò leggere a mio nipote.
Ancor più tautologicamente corretto sarebbe stare seduti sulla seduta, e così, tra una cacca e l’altra, vagheggiare di remote cagate.
Suggerisco, per arginare la deleteria tendenza alla divagazione perniciosa, sedute scomode e poca tautologia
in questo senso, anche la bicicletta potrebbe andare bene; specialmente senza sellino.
Ma il Bossi el ghé a mò?
Da non credere.
E il Santino?
mmm..latiti..immagino ti sia trovato qualcosa dafare..vabbè. ciao allora.
Dai per piacere leggiti A SCANNER DARKLY, che in italiano e’ UN OSCURO SCRUTATORE.
Leggetevelo tuttiiiii!!!!!!!
apelle: il magazzino “al bossi” e il negozio “dal santino” stanno conducendo una battaglia campale, rivaleggiandosi sulle opposte carreggiate della ss233 varesina. da una parte le impavide cassiere annoiate dell’al bossi cercano di fumigare l’aria con il classico aroma “toast bruciato” del bar dell’al bossi, dall’altra gli svogliati commessi del dal santino cercano di invadere il territorio ostile a colpi di cravatte regalate.
è una lotta durissima, altro che ciainatàun.
mira: no, davvero, è che col blog non ce la faccio. realizzo che quei bei tempi sono andati, per sempre.
ale: magari mi ascolto l’audiobook, magari quando mi compro l’iPod, magari quando ciò i soldi. magari.
Ma il Santino non l’avevano messo al gabbio?
Ehhh, mi sa che dovrò prendere la macchina, farmi quei 12km che mi separano dalla rotonda, e fare un tuffo nel passato…:)
Finalmente bianco: ho perso un paio di diottrie l’ultimo mese.
caro apelle, non so se il santino sia al gabbio o meno.
di sicuro se gli hanno dato i domiciliari se la passa benissimo: in questa immagine di google earth puoi apprezzare il cantiere della (ormai finita) nuova residenza del santino medesimo. la si può apprezzare soprattutto in relazione alla dimensione delle villette circostanti.
Scarface je fa ‘n baffo. anzi, una cravatta.
…che ricordi romantici, al Bossi e da Santino. E la villa me la ricordo bene. faceva così tanto Brianza ogni volta che per ore, immobile sulla A9 mi fermavo a guardarla. perchè è *quella* vero?
mi mancate. tu, voi, l’A9. il che la dice lunga sul mio, di cervello.
però ho la bici. e ci vengo a lavorare. meraviglie della capitale.
ah compagna S, qui ti si aspetta a braccia aperte, eh.
soprattutto il Santino: chiede se puoi passare da San Vittore a trovarlo, e se gli puoi portare una “torta alla lima”.
anche a me piacciono molto i dolci peruviani, comunque.
Minnnnkia, non riesco a capire se sia più kitsch la magione del Santo o il nuovo layout del Sapo…:-)
Ps: ma le tue majette sono ancora in vendita?
le mie magliette sono ancora in vendita ma meglio non comprarle se no poi non so cosa mettermi.